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GALLERIA  JAZZ  DEI  PRIMI  DEL '900

 

L'etimologia della parola JAZZ, e' sconosciuta, ma il grande Dizzy Gillespie diceva

che "jasi", in un dialetto africano, significa Vivere ad un ritmo accelerato.

Nella realta' esistono molte versioni sulle origini di questa parola, forse deriva

da "chase" (caccia), o dall'inglese "jasm" (energia) o addirittura ancora

da "jazz-belles", con il quele venivano chiamate le prostitute di New Orleans.

I musicisti venivano chiamati infatti "jasbo" e "jass", parola sconcia con la quale

(nelle case di tolleranza dell'epoca) si incitavano i clienti a ballare.

 Il jazz è un linguaggio musicale estremamente emozionale, nato dall'improvvisazione, ma

che necessita allo stesso tempo di notevole tecnica; basato sulla varietà

ritmica e del fraseggio, su giri armonica e splendide melodie.

Pur essendo principalmente musica strumentale, il jazz ha espresso nel tempo, a cominciare da

 quella di Bessie Smith, voci straordinarie per intensità, calore interpretativo e tecnica.


Il jazz nasce e prende forma con l'affermarsi nella società americana della minoranza

 nera, ma discende da quando gli schiavi neri d'America si erano inventati la loro musica:

 memorie di ricordi africani trapiantate

sulle sonorità popolari dei bianchi e contaminate dai canti religiosi cristiani.

Dapprima il canto accompagna il lavoro (il blues) quindi diviene preghiera (spiritual e gospel).
Ma possiamo dire che l'inizio si puo' identificare in New Orleans.

La città di New Orleans, sul finire dell'800, era un insieme di popoli e razze, essendo

stata dominata, nel tempo da spagnoli, francesi, inglesi e anche italiani.

Qui e' nato il jazz, anche se in molte zone degli Stati Uniti, contemporaneamente, il particolare

modo di vivere la musica da parte dei neri era presente sin da epoche remote.

 New Orleans costituì, però, il baricentro delle tendenze e degli stilemi originari del jazz.
 

 


 

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Peg Leg Howell (primo a sinistra) e la sua street gang

 

 


 

 

Jelly Roll Morton

 

 


 

 

Louis Armstrong e i suoi "Hot Five" nel 1926

 

 


 

Count Basie

William «Count» Basie, il «Conte», ha attraversato fino alla morte avvenuta nel 1984 tutte le fasi stilistiche di questa musica.

 Alla vigilia della guerra la sua big band era fra le importanti del mondo:

in ogni decennio successivo l’orchestra ideò un nuovo modo di intrecciare scrittura e

improvvisazione e ancor oggi non c’è formazione che non debba qualcosa al «sound» di Basie.

 


 

 

  

All That Jazz: la leggenda  della foto impossibile

Cinquant'anni fa, nell'estate 1958, Art Kane, ebbe un'idea "irrealizzabile"
mettere insieme in una strada di Harlem tutti i grandi jazzisti dell'epoca d'oro

di GINO CASTALDO


La foto di Art Kane del 1958
PROVIAMO a immaginare.

Cosa sarebbe successo se ognuno dei presenti avesse portato con sé il suo strumento?

Facile, sarebbe stata la più grande jam session di tutti i tempi.

Ma anche così, silente, immutabile, la foto rimane sensazionale, probabilmente la più famosa di tutta

la storia del jazz, e fu scattata esattamente cinquant'anni fa, da Art Kane, un brillante art director che fino a quel

 momento non sapeva ancora che sarebbe diventato un fotografo.

L'idea partì da Robert Benton, allora editor della rivista Esquire, poi sceneggiatore di successo e regista (Kramer contro Kramer). Benton voleva celebrare quella che veniva percepita allora come l'età d'oro del jazz, la golden age, il massimo periodo di fulgore della musica afroamericana, considerando che in quel momento il jazz traboccava di straordinari interpreti.

Le generazioni degli anni Venti, Trenta e Quaranta si erano accavallate per cui c'erano ancora le personalità delle origini, i padri fondatori come Armstrong, i maestri d'orchestra come Duke Ellington, ma c'erano stati anche i boppers, il cool jazz e i moderni, giganti come Miles Davis, Sonny Rollins, Monk, Charlie Mingus, in una simultaneità di impressionante ricchezza.

Ma come celebrare questa grandeur?

Benton pensò di chiamare Art Kane, allora brillante art director e appassionato di jazz, e Kane

 se ne uscì con un'idea che lo lasciò senza parole:

mettiamo insieme tutti i jazzisti che riusciamo a trovare, gli disse, e li raggruppiamo in una sola istantanea.

Pura follia, pensò Benton, considerando che i musicisti erano la categoria più

vaga e imprendibile che ci fosse in giro, ma decise che comunque valeva la pena di

 dare una chance al giovane art director, che si mise subito all'opera. Era l'estate del 1958.

 

 


 

                               

                       Duke Ellington                                     Lester Young

 

 

 

Max Roach Band

 

 

 

Billie Holiday

 

 

Miles Davis

 

 

Jerry Mulligan

 

 


 

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