La storia dei Gioielli
( Jewellery Story)

 

 

Gioielli preistorici

 

Nella preistoria l’attenzione degli ornamenti era rivolta ad oggetti di difficile reperibilità costituiti

da conchiglie, denti di pesce e di felini o le zanne di mammut, le cui origini risalgono a circa ventimila anni a.C. .

Presso alcune comunità, già in fase di evoluzione, tagliavano, sagomavano, foravano ed incidevano

materiali come zanne, corna e conchiglie, utilizzando bulini di selce o di ossidiana.

 

 

Gioielli egizi

 

L’età dell’oro inizia cinquemila anni a.C. in Egitto e, durante la quarta

dinastia (2500 a.C.) si inizia a fondere il metallo

con fornelli alimentati dall’afflusso d’aria.

 

I gioielli vengono impreziositi con pietre quali corniola, diaspro, ametista, turchese

e lapislazzuli oppure con smalto e vetro.

 

La produzione egizia includeva diademi, collane dai grani larghi, pettorali di forma

squadrata, bracciali di diverse fogge e anelli.

 

Particolarità: molti gioielli erano decorati con simboli religiosi, come lo scarabeo, il loto, il falcone, il serpente e l'occhio.

 Per gli egizi l’oro rappresentava la carne di Ra, dio del sole.

 

                   

bracciali e collana egizi

 

 

 

Gioielli in Medio Oriente

 

Nelle tombe sumeriche, assire e babilonesi del III e II millennio a.C. sono state rinvenute grandi quantità

 di oggetti in oro e argento, nonché collane, orecchini e amuleti.

 

Particolarità: i gioielli erano abbelliti con motivi zoomorfi e pietre preziose incastonate.

 

 

 ecco un esempio di bijoux sumeri

 

 

Gioielli greci

 

Durante l’età classica greca (461-336 a.C.) venivano prodotte oreficerie dalle semplici linee cioè un poco spoglie, mentre

durante l’età ellenistica (327-274 a.C.) venivano usati elementi decorativi e fu introdotto l'uso delle pietre preziose.

Particolarità: si cominciò a decorare diademi e orecchini con figure di divinità o scene di stile naturalistico, secondo gli

stili già affermati nella medaglistica e in numismatica.

 

bellissimo esempio di bracciale greco

 

 

 

 

Gioielli etruschi

 

La gioielleria etrusca (VII-III secolo a.C.) fu inizialmente influenzata dalla produzione greca e orientale.

Particolarità: i preziosi etruschi (in avorio, oro, terracotta, rame e bronzo)

presentano un'ampia gamma di motivi

 ornamentali (geometrici, vegetali e figurativi).

 

bellissimi reperti di bijoux etruschi

 



Gioielli romani

Fino al V secolo a.C., a Roma la produzione di gioielli non fu

particolarmente fiorente, sia per la scarsità d'oro, sia a causa delle leggi suntuarie.

 

Solo alla fine della repubblica e agli inizi dell'era imperiale, quando il controllo statale

 sugli eccessi del lusso venne meno, la gioielleria romana raggiunse risultati di grande interesse.

Particolarità: l'assoluta semplicità di forme e motivi.

Altrettanto diffuse erano la tecnica della smaltatura e la lavorazione a intaglio di cammei, talvolta di grandi dimensioni.

 

 Di grande bellezza sono gli anelli, spesso con pietre incise a sigillo, i fermagli, i gioielli d'ambra

 e le collane, con maglie a catena e monete d'oro come ciondoli.

 La civiltà romana fu la prima ad utilizzare l’anello come segno di fidanzamento oltre alle funzioni di sigillo e talismano.


esempi di bijoux romani


Gioielli sciti

Gli scavi archeologici hanno portato alla luce numerosi manufatti prodotti

dagli sciti, una tribù nomade della steppa siberiana, che ebbe frequenti contatti con i greci.

Particolarità: la particolarità di questi gioielli consiste perlopiù in placchette in oro, in cui

 sono spesso incastonate pietre preziose che raffigurano cervi o altri animali.

 Le placchette di maggiori dimensioni venivano montate su briglie e faretre, mentre

le più piccole venivano applicate agli abiti.



Gioielli bizantini

La denominazione bizantino viene assunta dall’impero romano d’Oriente, l’organismo politico che si

formò in seguito alla scissione dell’impero romano (395).

 La gioielleria bizantina è caratterizzata da uno stile inconfondibile ed elaborato.

 

I nobili bizantini amavano infatti ornarsi di gioielli in oro, bronzo e smalto, sontuosi e riccamente lavorati, come

 si può notare dal mosaico dell'imperatrice Teodora, risalente al VI secolo, conservato nella chiesa di San Vitale a Ravenna.

Particolarità: Ne sono un esempio il tipico orecchino aureo a forma di mezzaluna, lavorato a sbalzo e a traforo e

decorato da una croce centrale affiancata da pavoni, e le croci e i medaglioni impreziositi da gemme.

 Gli anelli erano prevalentemente di bronzo e recavano simboli cristiani.

 

          

esempi di gioielli bizantini

 


Gioielli Medievali


La caduta dell'impero segnò la fusione tra la civiltà romana e quella barbarica, accompagnata

 da un fecondo incontro di tecniche ed esperienze.

 

Fino al Medioevo le ricchezze rappresentate dalle gioie di case reali servivano a scopi politici

di rappresentanza (ricchezza e potere) e a sancire il principio che la

gemma-gioiello era un diritto divino dei monarchi.

 

 Non di rado servivano quale garanzia per procurarsi finanziamenti utili alle compagne militari.

Il loro uso è sempre stato limitato alle particolari cerimonie imposte dalla tradizione.

Particolarità: La tipologia più diffusa fu senza dubbio quella del fermaglio e i motivi più ricorrenti

quelli geometrici e naturalistici.

Con l'avvento del cristianesimo il gioiello si trasformò da ornamento

personale in oggetto rituale e, almeno fino al Trecento, la produzione orafa consistette soprattutto in

anelli per ecclesiastici, reliquiari e pendenti a forma di croce.

Un’ordinanza di San Luigi (1214-70) stabiliva che le donne non potessero indossare

un diamante, nemmeno se principesse o regine, poiché l’unica donna degna era la Santa Vergine.



Gioielli rinascimentali

Carlo VII di Francia, invaghito dal fascino di Agnès Sorel, appartenente alla nobiltà

di provincia, ruppe la tradizione regalando ogni varietà di gioielli compresi

quelli con diamanti (metà del XV secolo).

 

Inizia la ricerca degli abbinamenti tra gioiello e abbigliamento

dando corso ad un parallelismo di stili, gusti ed evoluzioni.

Particolarità: Nel Quattrocento le tipologie più comuni

 furono spille, fermagli, anelli, ornamenti per il capo e fibbie per cinture.

 

 Nel Cinquecento furono particolarmente apprezzati le gemme incise, i ritratti a cammeo e soprattutto

le perle, cui venivano attribuiti poteri taumaturgici e forti valenze simboliche.

 

 La gioielleria rinascimentale fu caratterizzata da una marcata policromia, da disegni di gusto

 scultoreo o architettonico e dalla prevalenza di temi classici e naturalistici rispetto ai soggetti sacri.

Nel periodo di Elisabetta I d’Inghilterra (Greenwich, 7 settembre 1533 – Londra, 23 marzo 1603), l’oggetto

 più apprezzato era il pendente, un accessorio della catena già usatissima nel medioevo.

Altro oggetto di ornamento legato al folclore e al costume delle tradizioni

 locali è l’orecchino, collegato anche a tante leggende, stravaganze e miti.





foto della regina Elisabetta I
particolari dei gioielli delle dame rinascimentali

 

 

particolari dei gioielli delle dame rinascimentali


Gioielli tra seicento e ottocento


Nel Seicento ebbero grande fortuna due categorie di gioielli:

 i preziosi con diamante e i piccoli gioielli in pietre preziose, cuciti direttamente sugli abiti.

 

 Il XVII secolo segnò anche la nascita della parure, serie di gioielli coordinati nello stile e nella foggia.

Particolarità:

La parure femminile era di solito composta da un paio di orecchini, una

collana, una spilla e talvolta un diadema o un anello.

Il coordinato maschile comprendeva invece i bottoni dell'abito, le fibbie

 per scarpe, l'elsa della spada e le insegne cavalleresche.

 

I pendenti venivano sempre più arricchiti di gemme così da creare dei grappoli

 a cascata su diversi piani, chiamati girandoles con riferimento ai lampadari di Versailles.

I gioielli del Settecento ebbero carattere più sobrio e forme più regolari.

 

Una particolare influenza alla gioielleria la diedero le cinque favorite ufficiali di Luigi XV.

(Versailles, 15 febbraio 1710 – Versailles, 10 maggio 1774) le quali riuscirono ad alimentare

 una sfrenata concorrenza con altre ambiziose aristocratiche, portando un forte incremento

 al lavoro delle botteghe di gioielleria di Parigi.

 

Con l’avvento della rivoluzione, e per tutto il periodo del Direttorio, l’importanza del gioiello

 si adeguò ai tempi, orientando la produzione verso oggetti

 in oro con smalto e perle e trascurando i diamanti perché ritenuti poco “democratici”.

Nell'Ottocento l'abitudine di indossare monili preziosi si diffuse anche tra gli strati sociali medi, grazie

a innovazioni tecniche che consentirono di abbassare i costi: la placcatura.

 

Caratteristica del XIX secolo fu l’eclettismo nel riproporre vecchi stili in un

carosello alternativo tra architettura gotica, rinascimentale e la moda dei gioielli degli antichi egizi.

Nel 1837 iniziò il periodo vittoriano che vide l’introduzione di nuovi materiali e tecniche artigianali.


 

ciondolo del 1700                 collier del 1800



Gioielli nel periodo vittoriano

Si chiama periodo vittoriano il regno della regina Vittoria della Gran Bretagna che va dal 1836 al 1901.

Particolarità: La regina Vittoria ebbe una gran passione per i gioielli di tipo “sentimentale”

tra cui fiori, cuori, archi e uccelli che sono bellissime particolarità della gioielleria artigianale di età vittoriana.

 

Anche i serpenti erano molto popolari.

Le gemme sono state spesso utilizzate durante il periodo vittoriano e ciò ha contribuito

 a mantenere i gioielli a prezzi accessibili al mercato di massa.

 

Dopo la morte del principe consorte Alberto i gioielli si trasformarono in gioielli da lutto.

 A tale scopo fu utilizzato il giaietto (nera e compatta varietà di lignite) e lo smalto nero.

Ritornò, con maggior vigore, la tradizione di mettere la ciocca di capelli della persona cara

nell’apposita custodia a ciondolo o a spilla.

 

Nel 1870, la scoperta dei giacimenti diamantiferi sudafricani

creò una nuova atmosfera quasi a credere che i diamanti fossero alla portata di tutti.


 

 

ritratto della regina Vittoria e medaglione raffigurante la regina Vittoria e il consorte Alberto

 



Gioielli in stile Art Nouveau

L'Art Nouveau, fu uno stile artistico, diffuso in Europa e negli Stati Uniti, tra il 1890 e il 1920.

Il movimento assume nomi diversi tra i quali:

Stile Liberty o Stile Floreale in Italia, Modern Style in Gran Bretagna, Arte Modernista in Spagna.

 L'Art Nouveau deriva il suo nome da quello di un negozio parigino

 che sfoggiava alcuni oggetti d’arte dal design innovativo.

 

Come movimento artistico, l’Art Nouveau si ispirò alla libera creazione dell'artigiano.

In gioielleria l'Art Nouveau introdusse nuovi materiali, come opali o pietre semipreziose non

nascondendo l'aperto interesse per l'arte giapponese.

Furono i gioiellieri di Parigi e Bruxelles che utilizzarono l'Art Nouveau in gioielleria.

Particolarità: René Lalique raffiguro’ libellule, erba e forme femminili.

Usò vetro e materiali meno noti come l'avorio e il corno ma anche pietre preziose come i diamanti.

La forma femminile è stata molto celebrata, rappresentata come morbidezza di curve, linee sinuose e colori.

La rappresentazione del volto femminile con lunghi capelli lungo la schiena

è prevalsa durante tutto il periodo dell’Art Nouveau.

 

 Anche i motivi naturali hanno prevalso, tra cui le farfalle, libellule, serpenti, papaveri, orchidee, iris e gigli.

Il Libero fluire delle linee asimmetriche è stato molto importante

 e ha sottolineato l’innovazione di questo periodo.


 

 

bellissimi esemplari di gioielli in stile Art Nouveau





Gioielli in stile Edwardian

Il Periodo Edoardiano durò dal 1901 a circa il 1920.

 Edward VII e la sua bella sposa danese, Alessandria, portarono un’atmosfera

cosmopolita di moda e di gioielli durante questo periodo.

Particolarità: I gioielli erano in platino e diamanti e venivano utilizzati per creare un’intricata

e delicata filigrana che somigliava al pizzo.

Alessandria indossava una collana denominata “collare per cani” che divenne

 molto popolare durante il periodo Edoardiano.

Le perle erano molto di moda così come i gioielli per i capelli combinati con gli orecchini.

Edward inoltre ha incoraggiato l'uso di motivi sportivi.

Egli ha anche contribuito a rendere le pietre molto popolari.



Gioielli in stile Art Déco

Negli anni Venti del Novecento si affermò l'Art Déco, uno stile lineare

 e geometrico, elegante e curato che durò fino al 1935.

 

La semplice raffinatezza che lo caratterizzava si riflesse anche nella scelta dei materiali:

 

si cominciarono a impiegare metalli resistenti e leggeri quali il platino, l'iridio e il palladio, adatti

soprattutto alle incastonature delle gemme.

Le forme armoniche e morbide dell’art noveau sono sostituite con le forme geometriche legate al cubismo.

 

 Negli anni successivi non esiste più un susseguirsi di stili ma un alternarsi di mode che offrono il gioiello

 chiamato “bianco” perché realizzato in platino oppure in oro bianco con diamanti.

Particolarità: quanto al repertorio figurativo, assai frequenti furono i riferimenti all'arte greca, così come

i motivi egiziani, divenuti una moda in seguito alla scoperta della tomba del faraone Tutankhamon, nel 1922;

 

per esempio comparirono motivi come il falco e la sfinge; profonda influenza fu esercitata dalle scenografie

 orientaleggianti e dai colori esotici dei Ballets Russes di Sergej Diaghilev, così come dall'estetica elegantemente

 geometrica del cubismo e di certo futurismo italiano.

 

 Erano molto di moda gli orecchini lunghi, così come gli orologi con diamanti, le perle, le sfere, gli anelli.

Smeraldi, rubini e zaffiri divennero la scelta preferita dei materiali.
 

 bijoux in stile Art Déco



 


Gioielli in stile Retrò

I gioielli in stile retrò comparirono nel 1930, durante gli anni della depressione e si protrassero fino al 1950.

 

I gioielli durante questo periodo sono caratterizzati da uno stile che mostra enormi

gemme colorate e da tagli rettangolari.

 Zaffiri e rubini sintetici erano molto popolari così come l’acquamarina.

L’oro giallo divenne la scelta del metallo preferita in quanto il platino durante la seconda

 guerra mondiale non era più disponibile.

 

 I Designer hanno optato per gioielli multi-color nelle combinazioni del rosa, giallo e verde.

 I Charms sono entrati in voga in questo periodo e sono stati portati in grandi quantità sui braccialetti.

Fino ai giorni nostri...

Oggi abbiamo anche la moda che va alla ricerca del nuovo, la ricerca della originalità e della firma.

 


 

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